L’ANARCHICA DELLA CITTA’ GIARDINO di Anna Sartorio

“Tutto comincia in un ascensore, dove i bambini da soli non possono andare. Ma la figlia dei portinai ci va, e mentre viaggia nel proibito incide sulla pulsantiera, primo atto di anarchia, la parola revuelta. Poi cresce e diventa casseur. Una che imbratta i muri della Città Giardino (la leghista e lagalista varese) perché non trova latra via per far uscire la propria inquietudine. Valeria Brignani, nel suo romanzo d’esordio, racconta il mondo urticante di chi la notte psorca facciate e spacca vetrine. E convince – contro ogni buon senso – grazie ad un linguaggio netto e a farsi con soggetto, verbo e complemento oggetto. Finalmente. Il suo sguardo, al di là di certe forzature anticonformiste (e dunque conformiste), è indisponente, insaziabile e splendidamente ingenuo. Fortuna che esistono ancora sguardi così.

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